PALAZZO MURAT


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Questa struttura, in origine era la torre di avvistamento e di sbarramento voluta dal nobile spagnolo don Sancio Martinez de Leyva, a protezione delle coste di Palinuro dopo che nel 1554 aveva acquisito i feudi di Pisciotta e della Molpa. 
Quando Cesare Pappacoda, 1° Marchese di Pisciotta nel 1617, nel 1590 rileva i feudi di Pisciotta e Molpa, la torre eretta in località Ficocella fu inglobata nelle proprietà della famiglia. Essa fu adibita anche come magazzino di prodotti della terra e per la residenza di collaboratori e amministratori del patrimonio feudale. 
L’eversione della feudalità e l’abolizione della legge sul “maggiorascato” (Istituto del diritto successorio, di origine spagnola, diffusosi in Italia nel sec. XVI, in base al quale il patrimonio familiare era trasmesso per intero al parente più vicino di sesso maschile o al più anziano) determinarono la frammentazione dell’eredità Pappacoda– Doria d’Angri.
Gli eredi dopo una lite, durata alcuni decenni, intorno alla fine dell’Ottocento, alienarono le loro proprietà che furono acquisite per la maggiore parte da quelli che per molto tempo erano stati gli amministratori. La torre della Ficocella, rimaneggiata negli anni, fu comprata dalla famiglia Rinaldi i cui rappresentanti erano stati agenti dei Pappacoda, prima e dei Doria poi nel Comune di Centola.
Questa struttura, riadattata per rendere i locali idonei a civili abitazioni, a tutt’oggi appartiene a discendenti dei Rinaldi e dei Rinaldi - Landolina. 


Nella pubblicazione dell’Istituto Italiano dei Castelli il Palazzo Murat è considerato un’antica e interessante testimonianza di architettura difensiva minore. L’edificio, a forma quadrilatera e con basamento scarpato, si distingue per un pronunciato sviluppo verticale. Esso, che doveva avere in origine accesso sopraelevato, mostra ancora oggi, in sommità, caratteristici elementi sporgenti (beccatelli). Anche se il manufatto appare oggi modificato nei prospetti per la realizzazione di nuove aperture e, soprattutto per l’addossamento di un nuovo corpo di fabbrica, è ancora riconoscibile, con sufficiente chiarezza, l’impianto di una casa - torre cinquecentesca.
Secondo quanto riportato da Giuseppe Cernelli, nel suo libro, “Murat nel Cilento”, nel 1814 Gioacchino Murat visitò segretamente Palinuro, sembra per ispezionare le difese dell’area. Il palazzo dove avrebbe pernottato Murat sarebbe proprio la struttura derivata dalla torre costiera fatta erigere dal de Leyva alla Ficocella e poi appartenuta ai Pappacoda.
Nel 1994 il 14 luglio, il Centro Studi Murattiani organizzò una manifestazione storica dal titolo “Le Roi a Palinuro” che terminò con la scoperta di una lapide sul palazzo dove dimorò Murat. Inoltre, in conformità a una delibera del Consiglio Comunale di Centola la piazza antistante al palazzo prese il nome di “Piazza G. Murat. 
Il fatto che Murat conoscesse e fosse interessato al territorio di Palinuro trova conferma nell’opera di Cosimo De Giorgi che nel suo libro, “Viaggio nel Cilento” (compiuto nel 1881) scrive di un progetto/idea di Murat che prevedeva il taglio dell’istmo delle Saline al fine di congiungere con un canale di circa 1500 metri la marina di Palinuro con quella della Molpa. Questo canale navigabile avrebbe avuto il vantaggio di evitare alle navi di dovere circumnavigare il periglioso promontorio di Capo Palinuro. 
Gioacchino Murat (cognato diNapoleone Bonaparte avendo sposato Carolina Bonaparte, sorella minore dell'imperatore) il 1° agosto 1808 divenne per concessione di Napoleone, re di Napoli.
Il Murat, nell'ottobre 1815,fu catturato e giustiziato a Pizzo Calabro per ordine dei Borbone.



Testo e immagini a cura di Ezio Martuscelli

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